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Summit, il rischio fallimento surriscalda gli animi


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Summit, il rischio fallimento surriscalda gli animi

La consapevolezza che un accordo sul clima del pianeta potrebbe non essere raggiunto scalda il clima di Copenhagen, già arroventato dalle proteste. L’India dice che il caos è totale, Tuvalu paragona il summit all’affondamento del Titanic e il Brasile si arrabbia con la presidenza danese perché il capo delegazione è rimasto fuori, bloccato da uno spietato servizio di sicurezza.

Il ministro danese Connie Hedegaard, dal canto suo, lascia la presidenza del vertice, per ragioni di protocollo, al premier Lars Rasmussen, più adatto a gestire il negoziato con i capi di Stato e di governo.

Si preannunciano due “notti bianche” per riuscire a raggiungere un’intesa, una qualsiasi. Il premier britannico Gordon Brown, tra i primi capi di governo ad arrivare nella capitale danese, non ha nascosto il suo scetticismo sull’esito del summit.

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