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Disordini a Copenhagen. Oltre 250 arresti

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Disordini a Copenhagen. Oltre 250 arresti

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A due giorni dalla conclusione del vertice, Copenhagen precipita nel caos. Il bilancio provvisorio della giornata parla di 260 arresti. Una trentina gli italiani fermati. Un centinaio fra delegati, militanti e giornalisti accreditati non sono riusciti a entrare al Bella Center, sede ufficiale del summit. Fra questi, il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Da mercoledi’ mattina duemila manifestanti, radunati dal gruppo “Giustizia sul clima”, si sono messi in marcia per arrivare al Bella Center al grido di “Riprendere il potere”.

Le cariche della polizia sono scattate dopo che diversi dimostranti hanno superato le imponenti barriere di sicurezza, sistemate a protezione del centro dove si svolgono i lavori.

Obiettivo del corteo era riunire un’“Assemblea popolare all’entrata del Bella Center, assieme a rappresentanti di Ong e delegati accreditati al Bella Center. La tensione è salita ancora quando i delegati, per raggiungere la piazza, si sono accalcati all’entrata del palazzo.

Per calmare la situazione è intervenuto Ivo De Boer, responsabile della conferenza sul clima.

Ma una decina di militanti dell’Ong “Giustizia per il clima” sono riusciuti a fare irruzione all’interno del Bella Center, al grido di “Giustizia per il clima, ora!”. Applauditi da una parte dei rappresentanti dei Paesi in via di sviluppo, i dimostranti sono stati subito allontanati.