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Mostre: ad Atene il sesso ai tempi di Romani e Greci

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Mostre: ad Atene il sesso ai tempi di Romani e Greci

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In quanto ad amore e sesso, nell’antichità c’erano ben poche inibizioni. A ricordarcelo è una mostra archeologica al Museo di Arte Cicladica di Atene, che raccoglie quasi 300 manufatti di diversa provenienza dedicati ad Eros, il dio greco dell’amore, noto anche ai romani col nome di Cupido. Numerose decorazioni presenti sugli oggetti esposti raffigurano scene di amore e sesso tra umani e divinità.
Un approccio che il direttore del museo definisce tollerante e libero da ogni senso di colpa: “Se si vuole davvero comprendere quale fosse il rapporto col sesso di Greci e Romani – dice Nicholas Stapolidis -, è indispensabile tenere gli occhi spalancati. Così come la mente, che deve essere bene aperta”.

In mostra anche la ricostruzione a grandezza naturale di un lupanarium, il luogo dove le prostitute ricevevano i loro clienti. Una riproduzione fedele e dettagliata, con tanto di materasso e cuscino. “Basta guardare gli acroteri – spiega ancora Stapolidis -, le decorazioni che venivano utilizzate nelle abitazioni private e negli edifici pubblici per ornare il bordo dei tetti. Le scene di sesso sono ovunque. E questo significa che erano tranquillamente visibili a chiunque: donne, adolescenti, bambini…”.

Oltre mille gli anni di storia ripercorsi dai manufatti esposti. Un totale di 272 oggetti dal 700 a.C al IV secolo, provenienti da una cinquantina di musei di tutto il mondo. E che ora il Museo d’arte cicladica di Atene raccoglie ed espone fino al 5 aprile del 2010.