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Copenhagen, distanze e incertezze al vertice

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Copenhagen, distanze e incertezze al vertice

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Dai negoziati alle decisioni. La settimana chiave del vertice sul clima di Copenhagen si è aperta con un colpo di scena: la sospensione dei negoziati da parte dei paesi in via di sviluppo.

Accusano i paesi ricchi di voler mandare all’aria la possibilità di estendere il protocollo di Kyoto, una strada che consentirebbe una velocizzazione dei tempi essendo per i paesi aderenti già vincolante, rispetto all’approvazione ex novo di un altro documento.

“L’Europa vuole procedere verso un taglio del 30% entro il 2020, stiamo spingendo perchè si mettano le basi per raggiungere questo obiettivo”.

I ministri dell’ambiente, riuniti da ieri, dovranno giungere a una proposta conclusiva da presentare ai capi di stato. Le ambizioni restano: da una parte un consistente taglio di emissioni per i paesi ricchi, dall’altra uno sforzo per i paesi in via di sviluppo, supportati da finanziamenti adeguati. Proseguono, intanto, le manifestazioni, che nei giorni scorsi hanno portato all’arresto di centinaia di persone.