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Berlusconi ferito, il risultato dell'odio

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Berlusconi ferito, il risultato dell'odio

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L’aggressione a Silvio Berlusconi come la cartina al tornasole che evidenzia il clima di odio che si è instaurato nella vita politica italiana.

Questa l’analisi dei commentatori di destra e di sinistra che condannano all’unisono l’atto di violenza che ha portato ieri il presidente del consiglio al ricovero in ospedale, con un naso fratturato, ferite alle labbra e alcuni denti rotti. Al termine dî un comizio a Milano domenica sera un uomo ha colpito al volto il premier con una statuetta del duomo. L’aggressore, 42 anni e un passato di problemi psichiatrici, è stato arrestato. Nelle immagini che hanno fatto il giro del mondo si vede berlusconi che scende di nuovo dall’auto per mostrare il volto insanguinato.

I giornali di oggi danno ragione all’analisi dello stesso Berlusconi: la colpa è del troppo odio che regna nel Paese. Anche se sulle ragioni e sulle origini di questo odio le opinini divergono.

“Oltre al dolore fisico, soffre per l’odio politico che si è tramutato in un attacco violento. I partiti dovrebbero fare il punto insieme e fermare questa escalation di violenza che mette a rischio la democrazia”.

Berlusconi dovrebbe venire dimesso domani. Ad accoglierlo troverà senza dubbio indici di popolarità alle stelle, dopo il calo dei giorni scorsi sulla scia dei suoi problemi giudiziari.