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Piazza Fontana: 40 anni di misteri e ingiustizie

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Piazza Fontana: 40 anni di misteri e ingiustizie

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12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2009: quarant’anni fa la strage di Piazza Fontana. Alle 16:37 la bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano, che diede il via alla stagione del terrorismo. 16 i morti e quasi 90 i feriti che ancora oggi reclamano giustizia. “Mi ritrovai in un silenzio di morte – ricorda Roberto Prina, uno dei sopravvissuti -. Non si riusciva a camminare. Frammenti di vetro, sangue, gente smembrata… Io vagai in mezzo a questa mattanza”. Di lì a poco anche la morte dell’anarchico Pino Pinelli, precipitato da una finestra della questura milanese durante un interrogatorio, e l’assassinio del commissario Luigi Calabresi, accusato da Lotta Continua di esserne il responsabile. Un macabro appello, che negli anni di piombo arriverà a contare 342 vittime e 1500 invalidi. Ferite ancora aperte, che oggi Milano ricorda con due diversi cortei. Dai familiari delle vittime di Piazza Fontana la richiesta al presidente Napolitano di rimuovere il segreto politico-militare e riaprire le indagini, per fare finalmente luce sui responsabili.