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Partito curdo fuorilegge in Turchia: tensioni interne e allarme Ue

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Partito curdo fuorilegge in Turchia: tensioni interne e allarme Ue

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Ombre sulla rinconciliazione interna e preoccupazione dell’Unione Europea, in seguito alla messa al bando del principale partito filo-curdo della Turchia. Dal pronunciamento all’unanimità della Corte Costituzionale, proteste spontanee si susseguono nel sud-est del paese. Tensioni e scontri, soprattutto nella città di Hakkari, dove la polizia è intervenuta con idranti e lacrimogeni, per disperdere i manifestanti. Dura la posizione del leader del Partito per una società democratica, Ahmet Turk: “Ci ritiriamo dal parlamento – ha annunciato -. Non prenderemo più parte alle sue sedute. Un gesto che mi auguro induca alla riflessione: oggi, domani e nel futuro”. Diciannove i deputati filo-curdi che abbandoneranno quindi l’Assemblea Nazionale. Per altri esponenti del partito, la Corte ha disposto l’interdizione dalla vita politica per cinque anni. Un terremoto che rischia di abbattersi sullo stesso premier Erdogan. A rischio, insieme all’auspicata riconciliazione con la minoranza curda, anche la fiducia dell’Unione Europea. Mentre critiche sono arrivate anche dalla stampa turca, in vista del suo ingresso dell’Unione, la presidenza svedese di turno ha invitato Ankara ad adeguare la propria legislazione sui partiti politici a quella degli altri paesi europei.