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Boiko Borisov, primo ministro bulgaro

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Boiko Borisov, primo ministro bulgaro

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La questione energetica è strategica per la Bulgaria. Il primo ministro Boyko Borisov gioca su più fronti, Russia, Turchia e Europa, nel tentativo di dare al suo Paese un ruolo di primo piano grazie al futuro transito sul suo territorio del gasdotto russo South Stream e del rivale europeo Nabucco. Una strategia non priva di contraddizioni: la Bulgaria ha legami con la Russia e deve rispettare gli impegni con l’Unione Europea.

Euronews: Primo ministro Boyko Borisov, benvenuto a Euronews. Teme che in inverno, a causa di possibili tagli alle forniture energetiche, in particolare di gas, il suo Paese possa rivivere l’esperienza dello scorso anno? Boyko Borisov: Vorrei innanzitutto salutare i vostri telespettatori. Credo sia del tutto normale preoccuparsi visto che abbiamo già vissuto un’esperienza simile. In verità mi auguro che le relazioni tra l’Ucraina e la Russia non si deteriorino come è successo lo scorso anno. Adesso, stiamo costituendo le nostre riserve nei nostri giacimenti di Cirien dove abbiamo le quantità necessarie, e allo stesso tempo stiamo preparando un collegamento con la Grecia per ricevere gas in caso di penuria. E. N. : Se si verificasse un’altra crisi tra la Russia e l’Ucraina, la Bulgaria questa volta potrebbe far fronte alla situazione senza nessun problema… B.B. : Spero che ne verremo a capo. E. N. : Perché lo spera, non ne è sicuro? B.B. : No, semplicemente dipenderà dalla durata della crisi, nel caso ce ne sarà una. E. N. : Il suo Paese ha buone relazioni con la Russia. Non sarebbe paradossale ritrovarsi in una situazione come quella dell’anno scorso? B.B. : E’ vero, non è normale, per questo riteniamo che la costruzione dei gasdotti Nabucco e South Stream risolverà il problema. E. N. : Ecco, lei ha appena fatto riferimento ai due gasdotti, Nabucco et South Stream: lei sa che in seno all’Unione Europea ci sono due gruppi di Paesi che sono piuttosto in disaccordo. Qual è la posizione del suo Paese? B.B. : Per quanto riguarda questo caso specifico noi abbiamo una posizione strategica tra l’Asia e l’Europa e nella nostra campagna elettorale abbiamo dichiarato che il progetto prioritario è Nabucco, dato che la Commissione Europea vi partecipa, noi siamo pronti a partecipare con 300 milioni di euro. Quindi per Nabucco ritengo che non ci siano problemi. Per quanto riguarda South Stream, nei colloqui che ho avuto con il primo ministro russo Vladimir Putin ho assicurato che non ci opporremo a questo progetto. E, come lei ha appena detto, c‘è già un accordo con il governo precedente, per cui pensiamo che entrambi i progetti possano essere realizzati. E. N. : Visti i forti interessi economici russi nel settore energetico bulgaro,crede che sarà facile per il suo Paese avere una politica energetica indipendente essendovi impegnati, come lei ha appena sottolineato, sia in South Stream che Nabucco? B.B. : Ripeto, per Nabucco e South Stream non ci sono problemi riguardo allo sviluppo parallelo dei due progetti, per quanto riguarda gli interessi strategici… E.N. : Ma per i russi? B.B. : Non posso esprimermi a nome loro. E. N. : D’accordo, ma lei ha ricevuto comunque messaggi, segnali da parte dei russi così come da parte dell’Unione Europea. B.B. : No, non ci sono messaggi, né dichiarazioni, noi lavoriamo su South Stream perfino un pò di più, ed io ho posto loro cosa pensavano di Nabucco. Loro dicono che i due progetti possono essere sviluppati contemporaneamente e non pretendono nulla da parte nostra. E’ nel nostro interesse che entrambi i progetti vengano realizzati. Ma, sia chiaro, Nabucco è la nostra priorità a causa della Commissione Europea. E. N. : Crede che l’assegno da 300 milioni di Euro promesso dalla Commissione Europea per l’energia nucleare in Bulgaria sia fondamentale da questo punto di vista per convincere altri partner? B.B. : Chiariamo: i 300 milioni dati per la chiusura dei reattori 3 e 4 di Kozloduy sono infinitamente pochi, dato che questi due reattori fruttavano al Paese tra gli 800 milioni e un miliardo e duecento milioni di euro all’anno. D’altro canto il terzo e quarto reattore sono del tutto sicuri e hanno una durata di vita di 20 anni. Molti Paesi europei hanno prolungato la vita delle loro centrali nucleari e noi rispettiamo rigorosamente le condizioni dell’Unione Europea ed è per questo che i 300 milioni di euro sono importanti, ma, ripeto, abbiamo dato molto di più in acconto. E.N. : Ci sono alcune preoccupazioni, sempre da parte della Commissione Europea, sul ruolo giocato dalla criminalità organizzata in Bulgaria anche nel settore dell’energia. Quali misure siete pronti ad adottare? B.B. : Ci sono state accuse contro responsabili di grandi società energetiche così come di ex ministri e questo riguarda decine di milioni di euro. Nel settore energetico non scenderemo a compromessi. In questo momento ci sono delle indagini in corso, alcune sono già sul tavolo del procuratore, e io sono certo che ci saranno indagini complementari su responsabili di centrali elettriche e di miniere di carbone, fornitori, ma c‘è bisogno di tempo prima che queste indagini vengano concluse. Ci sono già state delle accuse seguite dalla pronuncia di condanne ed è così che faremo con il governo. E.N. : Quanto tempo vi date per compiere quest’operazione di “pulizia” chiesta dalla Commissione Europea? B.B. : Bisogna farlo ogni giorno perché è chiaro che bisogna fare dei controlli e non bisogna permettere che il governo attuale faccia gli stessi errori. Tanto più che noi non fermeremo questo processo, noi ci battiamo per avere la fiducia dell’Europa e grazie a quest’approccio la otterremo. E.N. : Diffida di qualcuno nel suo governo? B.B. : No, no, non temo nessuno. Ma credo che non ci siano vacche sacre.