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Copenhagen: il divario tra ricchi e poveri incrina il Summit

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Copenhagen: il divario tra ricchi e poveri incrina il Summit

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La divisione fra paesi ricchi e paesi poveri rischia di compromettere l’esito del vertice. Non solo il limite di 2°C di innalzamento massimo della temperatura è ritenuto eccessivo ma i paesi in via di sviluppo chiedono piu’ aiuti di quanto proposto.

Sono stati loro offerti dieci miliardi di dollari all’anno per i prossimi tre anni; tre miliardi verrebbero dai Ventisette. Aiuti per far fronte alle conseguenze del surriscaldamento climatico.

Troppo poco, dicono i paesi in via di sviluppo. Il negoziatore per il Sudan dichiara che “con dieci miliardi di dollari non si comprano nemmeno le bare per quanti nel frattempo moriranno in Africa.”

Il vertice non puo’ fallire ma a minarne il successo è un documento che già circola, una bozza di accordo che scontenta i paesi piu’ poveri.

Il capo negoziatore della Commissione europea, Artur Runge Metzger, cerca di gettare acqua sul fuoco: “Non ha alcuna validità, è solo un pezzo di carta. Gli unici testi che contano sono quelli che tutti possono negoziare”.

In ogni caso la decisione finale non sarà presa prima del 18 dicembre al vertice dei capi di stato e di governo.