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Shock a Copenhagen, film e testimoni del futuro disastro

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Shock a Copenhagen, film e testimoni del futuro disastro

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Garantire al pianeta la speranza di un futuro migliore. Ecco lo spirito con cui a Copenhagen sono entrati nel vivo i lavori per la conferenza sul cambiamento climatico.

Al Bella Center nella capitale danese, uno spazio di 121.000 metri quadrati, sono riuniti 1900 delegati provenienti da 192 Paesi. Ma non sarà facile mettere tutti d’accordo a partire dall’idea che la civiltà delle energie esauribili è la causa del surriscaldamento climatico. Gli Stati Uniti ne prendono atto ora, la Cina è ricalcitrante e non vuole frenare lo sviluppo industriale in nome dell’abbattimento delle emissioni gassose. L’apertura del summit ha giocato sull’impatto emotivo: “C‘è bisogno di un accordo giusto per i più poveri e per le nazioni che hanno poca o nessuna responsabilità nel surriscaldamento climatico ma che più ne pagano le conseguenze” ha detto un’attivista proveniente dalle isole Fiji. Secondo il rapporto del gruppo di esperti sul cambiamento climatico l’arcipelago potrebbe sparire sotto le acque del Pacifico entro 90 anni…