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Anche gli Usa contro il "Climategate"

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Anche gli Usa contro il "Climategate"

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Le prove scientifiche del surriscaldamento del pianeta debbono essere difese dall’attacco dei detrattori. Lo scandalo del “Climategate”, cioè delle email sottratte dai server di un’Università britannica che indicano una manipolazione dei dati, ha ridato argomenti a chi sostiene che il cambiamento climatico non è provocato dall’uomo, ma naturale.

A questo si oppone Rajendra Pachauri, capo del panel di scienziati dell’Onu, il quale afferma che è naturale che qualcuno non accetti la realtà del surriscaldamento climatico. “Il furto di email all’Università di East Anglia – aggiunge – dimostra che c‘è chi è disposto anche a compiere atti illegali per portare discredito al lavoro degli scienziati”.

Secondo Washington, le prove del cambiamento climatico non sono affatto compromesse dal Climategate. E gli Stati Uniti fanno un passo in avanti: l’agenzia per la protezione dell’ambiente riconosce che i gas a effetto serra sono pericolosi per la salute pubblica.

“E’ una decisione che apre la strada a soluzioni pragmatiche all’enorme sfida del cambiamento climatico – ha detto la direttrice dell’Epa Lisa Jackson -. E’ un modo per favorire l’innovazione e gli investimenti in tecnologie che riducano le emissioni nocive”.

Con questo decreto, la Casa Bianca potrà superare le obiezioni del Congresso ed imporre regole sulla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio: cioè quello che Barack Obama ha promesso di fare.