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L'attivista saharawi per i diritti umani continua lo sciopero della fame

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L'attivista saharawi per i diritti umani continua lo sciopero della fame

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Da 22 giorni è in sciopero della fame. Il caso dell’attivista saharawi Aminatu Haidar continua a provocare tensioni tra Marocco e Spagna. Alla donna Rabat continua a negare il rimpatrio dopo l’espulsione verso le Canarie decisa lo scorso 14 novembre.

Le sue condizioni di salute preoccupano i medici e Madrid che dal primo gennaio prossimo assumerà la presidenza dell’Unione Europea sta facendo pressioni sulla militante per i diritti umani vicina al Fronte Polisario perchè riprenda ad alimentarsi. Oggi a Bruxelles si è tenuta la riunione mensile dei ministri degli esteri dell’Unione. Il caso di Aminatou Haidar non appariva nell’agenda ufficiale ma nelle discussioni si è parlato del rafforzamento delle relazioni tra europa e Marocco che sfocieranno nel marzo prossimo nel summit di Grenada considerato cruciale. Il ministro degli esteri marocchino Taieb Fassi-Fihri è tornato a criticare la strategia adottata dalla Haidar per sostenere la causa indipendentista del popolo saharawi accusando l’Algeria di manovrare dietro le quinte per far saltare il negoziato di pace messo a punto dalle Nazioni Unite