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Haidar: ancora crisi fra Spagna e Marocco

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Haidar: ancora crisi fra Spagna e Marocco

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Ha sospeso lo sciopero della fame Aminatu Haidar, ma la crisi tra Spagna e Marocco sulla vicenda dell’attivista saharawi non è risolta. La donna, 43 anni, è bloccata dal 16 novembre all’aeroporto di Tenerife , dove è rimasta stesa su un materassino, rifiutando anche le cure mediche. Premio per i diritti umani della Fondazione Robert Kennedy, candidata al Nobel per la pace e al Premio Sacharov dell’Europarlamento, vuole rientrare a casa. Ma le autorità marocchine le hanno ritirato il passaporto e l’hanno poi espulsa verso le Canarie. “La mia dignità è al di sopra di tutto – ha detto la donna -. Come madre penso sempre ai miei figli. Preferisco però che i miei figli vivano senza madre, ma con dignità”. Lo sfondo è l’ex Sahara spagnolo, uno scampolo di deserto autoproclamatosi indipendente da Madrid, per finire poi annesso al Marocco. Una sudditanza a cui si ribella il Fronte Polisario. Haidar è stata arrestata il 13 novembre a Elayoun, capitale del Sahara Occidentale, al rientro dagli Stati Uniti. La sua vicenda ha suscitato un’ondata di proteste. Madrid le ha offerto lo status di rifugiata, che però ha rifiutato, accusando il governo spagnolo di fare il lavoro sporco del Marocco e ribadendo la sua intenzione di tornare in patria.