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Filippine: legge marziale nella provincia di Mindanao

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Filippine: legge marziale nella provincia di Mindanao

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La presidente delle Filippine Gloria Arroyo ha decretato l’entrata in vigore della legge marziale nella provincia di Mindanao, nel sud del Paese. La decisione è stata presa dal capo dello Stato dopo l’arresto del governatore della regione, Andal Ampatuan, accusato di essere il mandante del massacro, a sfondo politico, di 57 persone avvenuto lo scorso 23 novembre.

“Ci saranno altri arresti – dice il comandante dell’esercito a Mindanao – perché pensiamo che circa cento persone siano coinvolte in quel crimine atroce” In manette anche due figli del governatore che secondo l’opposizione, essendo alleato della presidente, in realtà sarebbe stato fermato soltanto per essere protetto. Contesta la legge marziale e la sospensione dei diritti civili, ma il governo ribadisce che il provvedimento si è reso necessario anche per la scoperta di un grosso arsenale nelle mani degli Ampatuan. La famiglia, per circa dieci anni, ha mantenuto sotto il proprio controllo la provincia di Mindanao, a maggioranza musulmana. Tra le vittime della strage di fine novembre almeno 22 donne. Su 57 persone 27 erano giornalisti. La legge marziale resterà in vigore al massimo per sessanta giorni.