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Mai più penuria di gas a causa dei problemi politici ucraini

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Mai più penuria di gas a causa dei problemi politici ucraini

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Si è aperto all’insegna delle reciproche accuse il summit fra Unione Europea e Ucraina.

Bruxelles accusa Kiev di procedere a rilento nelle riforme e nella lotta alla corruzione. Gli ucraini vorrebbero invece velocizzare il processo di avvicinamento all’Unione. Il territorio ucraino è inoltre un luogo di passaggio per i gasdotti che arrivano in Europa e Bruxelles è preoccupata che le controversie fra Mosca e Kiev. Il 25% del fabbisogno europeo di gas proviene dalla Russia e l’80% di questo gas passa dall’Ucraina. Il paese però è sull’orlo di una crisi politico-economica. Fredrik Reinfeldt, presidente di turno dell’UE, ha esposto i dubbi dell’Europa: “L’interesse principale dei consumatori è sapere che non ci saranno interruzioni di gas”. Ma l’Ucraina è bloccata. Attende la terza tranche di un prestito di oltre 16 miliardi di di dollari del fondo monetario internazionale che lo fmi ha bloccato giudicando insufficienti le misure prese finora da Kiev. In conseguenza Bruxelles ha congelato a sua volta un aiuto di 600 milioni di euro. Yushenko assicura che non ci saranno problemi, ma gli Ucraini debbono staccare un assegno per Mosca per il loro consumo di gas. L’ultimo è stato pagato fra mille difficoltà, ma cosa succederà la prossima volta? E con le presidenziali alle porte Mosca potrebbe cercare di condizionare il corso politico.