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Da lunedì a Copenhagen per il clima, le speranze dell'Africa

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Da lunedì a Copenhagen per il clima, le speranze dell'Africa

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Il conto alla rovescia verso Copenhagen sta per terminare. Da lunedì i leader di tutto il mondo iniziano a discutere di come fermare il surriscaldamento del Pianeta. I Paesi in via di sviluppo sperano che si raggiunga un accordo a loro più favorevole. Il Kilimanjaro è il monte più alto dell’Africa. Rischia di perdere il fascino dei suoi ghiacciai, che tra 20 anni potrebbero essere solo un ricordo. E le comunità che vivono intorno a lui, potrebbero dover pagare un caro prezzo.

A Nairobi, in Kenya, si è discusso di clima in un incontro organizzato in vista di Copehagen. “Questo è un momento straordianrio per il Kenya – dice l’attivista Wangari Maathai, e per il resto dell’Africa per imparare di cosa stiamo parlando quando si dice che il cambiamenti climatici stanno colpendo l’Africa in modo molto serio. Ed in parte è perché l’Africa è del tutto impreparata”. Solo il Kenya, la principale economia dell’Africa Orientale, rischia di perdere fino al 3 percento del Pil. Anche di questo si dovrà tenere conto in Danimarca. Sarà l’Etiopia a guidare al vertice sul Clima la delegazione dei Paesi africani, che dai Paesi più ricchi vogliono un impegno concreto. Cina, India Brasile e Sudafrica hanno già detto che non accetteranno supervisioni internazionali sulle misure prese per combattere i cambiamenti climatici se non in cambio di fondi e tecnologia.