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Tre ministri somali uccisi in un attentato suicida a Mogadiscio

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Tre ministri somali uccisi in un attentato suicida a Mogadiscio

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Un massacro nel corso di una cerimonia di consegna di diplomi a studenti da parte di membri del governo somalo. Un attentatore suicida si è fatto esplodere uccidendo 19 persone tra le quali tre ministri.

L’attentato è il più sanguinoso degli ultimi mesi in Somalia, un Paese che sfugge ancora al controllo del governo di transizione sostenuto dall’Onu. Tra i morti il ministro della Salute, quello dell’Istruzione e quello dell’Istruzione superiore. Uccisi anche due giornalisti somali e alcuni studenti. Il governo del presidente Sheikh Sharif Ahmed controlla solo poche strade della capitale. I sospetti si concentrano attorno al gruppo al Shabaab, autore dell’attentato di giugno in cui rimasero uccise una trentina di persone e quello di settembre costato la vita a 17 peacekeeper. Il governo somalo ritiene che questo gruppo abbia numerosi combattenti stranieri fra i suoi ranghi e gli Stati Uniti lo accusano di far parte della rete di al Qaida. Dall’inizio del 2007 almeno 19 mila somali sono rimasti uccisi negli scontri.