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I cambiamenti climatici affliggono anche l'Australia

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I cambiamenti climatici affliggono anche l'Australia

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Questa è Sydney, la grande città australiana, sotto una tempesta di sabbia proveniente dal deserto. Le immagini, inusuali, risalgono allo scorso settembre.

Un mese dopo, in ottobre, le fiamme hanno devastato la città di Mount Archer, nel Queensland. Viene dichiarato lo stato d’emergenza per evitare la catastrofe di febbraio costata la vita a quasi 200 persone. In Australia gli incendi boschivi sono ricorrenti. Qui la siccità imperversa da almeno sette anni ed ha reso sterile la terra costringendo gli allevatori a vendere il bestiame. “Il grande secco” è costato finora più di dodici miliardi di euro all’economia australiana, volatilizzando diecimila aziende agricole familiari. “Qui – dice questa donna – dovremmo essere sotto un metro e mezzo d’acqua, non su un quad. E’ semplicemente ridicolo…voglio dire…e a nessuno importa…” I laghi si restringono a causa della più grave siccità da un secolo a questa parte, probabilmente la più grave dall’arrivo degli europei sul continete australiano nel 1788. Kevin Rudd, il primo ministro eletto nel novembre del 2007, ha fatto della lotta per il clima una priorità. Nel 2008 ha ratificato il protocollo di Kyoto. L’anno scorso il suo Paese ha emesso 553 milioni di tonnellate di gas serra, vale a dire l’1,5% delle emissioni mondiali. Con 28,6 milioni di tonnellate per abitante, 5 volte più che la Cina, l’Australia è al primo posto nella classifica mondiale delle emissioni Tra le cause c‘è la dipendenza del Paese dal carbone. L’Australia ne è il primo esportatore mondiale e utilizza questa energia fossile per produrre l’84% del suo fabbisogno di energia elettrica. Per fronteggiare questo problema, il governo labourista puntava su una riduzione delle emissioni tra il 5 e il 25% entro il 2020, una riduzione basata sui dati del 2000. Ma l’esecutivo non ha fatto i conti con l’opposizione conservatrice, che ha affondato il disegno di legge che obbligava chi inquina ad acquistare delle quote di emissioni di CO2. Un fallimento che lascia l’amaro in bocca agli ambientalisti che ora si interrogano sulla posizione dell’Australia al vertice di Copenhagen.