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Più sicurezza in Afghanistan per permettere l'addestramento dell'esercito nazionale

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Più sicurezza in Afghanistan per permettere l'addestramento dell'esercito nazionale

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I 100 mila soldati statunitensi più quelli degli altri paesi della coalizione dovranno strappare ai taleban le 11 province afghane che sfuggono al controllo delle autorità. L’insicurezza è uno dei principali fattori che rallentano l’addestramento di polizia ed esercito afghano che dovrebbero, secondo Obama, fra 18 mesi assicurare il controllo del territorio.

“L’aumento del numero di soldati stranieri in Afghanistan non cambierà niente se non si riesce a rafforzare l’esercito nazionale afghano e la polizia. Perché ogni paese ha bisogno di ricostruirsi da solo”, spiega un abitante di Kabul. La formazione delle forze di sicurezza afghane deve procedere più speditamente. Attualmente l’esercito di Kabul è fatto di 100 mila uomini. Il ministero della difesa afghano ne vorrebbe 150 mila entro la fine dell’anno prossimo. Un obiettivo giudicato irrealistico visto che le diserzioni fino ad oggi sono state 10 mila, secondo le cifre dello Stato maggiore della Nato in Afghanistan. Anche la polizia dovrebbe passare da 97.000 a 160.000 unità. Anche se gli agenti afghani sono i più esposti al rischio di attacchi terroristici ai posti di blocco. Un rischio enorme per uno stipendio di 113 euro al mese. E i casi di corruzione e di tossicodipedenza tra i poliziotti sono molteplici. Secondo gli esperti per raggiungere questi obiettivi bisognerà andare ben al di la della data indicata da Barack Obama. “Ci sarà bisogno della presenza statunitense in Afghanistan a supporto delle forze di sicurezza afghane almeno per un altro decennio”, dice Haroon Mir, direttore del Centro afghano per le olitiche e la ricerca. La coltura dell’oppio, l’Afghanistan ne produce il 92% del totale mondiale, è un altro fattore di destabilizzazione del paese. Favorisce la corruzione dei dipendenti pubblici e permette ai taleban di finanziarsi. I ribelli islamici prelevano sulla vendita dell’oppio una specie di tassa che secondo uno studio delle Nazioni Unite frutta 106 milioni di euro all’anno. Oltre la metà dei 191 milioni di euro di aiuti ricevuti nel 2007 dall’Afghanistan da parte della comunità internazionale. Per le forze internazionali che saranno sempre più presenti in Afghanistan la prima sfida sarà dimostrare alla popolazione che è possibile promuovere lo sviluppo del paese se si riesce a liberarlo dagli estremisti.