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Obama divide Kabul

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Obama divide Kabul

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Il governo afghano reagisce con favore alla decisione del presidente statunitense Barack Obama di inviare altre 30 mila truppe entro il mese di agosto. Non mancano tuttavia le osservazioni critiche, soprattutto tra la gente.

“Accrescere il numero dei soldati fa solo aumentare la rabbia degli afghani”, dice un abitante della capitale. “Anche i sovietici ci provarono, senza successo. Aumentare i soldati non significa ridurrre il conflitto, ma intensificarlo”. Anche tra i dirigenti politici si colgono giudizi ispirati alla prudenza. Shukria Barikzai, deputata al parlamento: “Mi pare che il presidente Obama sia lontano dalla realtà e dalla verità dell’Afghanistan. Sembra una strategia ipocrita: ciò che dicono e ciò che fanno sono due cose completamente diverse”. Al di là della nuova strategia statunitense, scandita più dalle priorità interne che dalle vicende sul terreno, resta comunque il realismo di molti analisti, come Haroon Mir: “Avremo certamente bisogno della presenza statunitense, a sostegno delle forze afghane, forse ancora per lungo tempo, probabilmente una decina d’anni”. Mir ha poi indicato, a riprova di una presenza straniera che non verrà meno nel futuro, gli ingenti investimenti Usa nella realizzazione in Afghanistan di basi militari permanenti.