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L'India pronta a tagliare le emissioni del 24 percento


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L'India pronta a tagliare le emissioni del 24 percento

A cinque giorni dall’avvio della Conferenza di Copenhagen sul clima, si susseguono le indiscrezioni sulle intenzioni dei singoli Paesi partecipanti. Assodata l’impossibilità di raggiungere una intesa significativa in materia di taglio dei gas a effetto serra, i principali responsabili delle emissioni lasciano trapelare dettagli dal forte valore simbolico.

L’India, ad esempio, sarebbe pronta a impegnarsi a tagliare del 24 per cento la propria intensità carbonica, ovvero l’ammontare di emissioni in rapporto al Pil. Gli Usa, invece, annunciano la riduzione del 17 per cento delle emissioni rispetto ai valori del 2005, mentre la Cina indica una forchetta tra il 40 e il 45 per cento di intensità carbonica in meno. La partita si gioca tra i paesi sviluppati e le economie emergenti, come spiega l’ambasciatore cinese Yu Qingtai. “Abbiamo speso due anni di chiacchere senza fare progressi sufficienti – ha detto. Personalmente credo che si accaduto perché i paesi sviluppati non si sono seduti a trattare in buona fede”. Finora Paesi come la Cina, terza economia mondiale, non avevano obblighi di riduzione delle emissioni di C02. Il protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012, prevedeva tagli solo a carico dei Paesi sviluppati. L’obiettivo che ufficialmente si cerca di raggiungere a Copenhagen parla della riduzione della metà delle emissioni registrate nel 1990 entro il 2050. Ma i più realisti avvertono: darsi obiettivi troppo ambiziosi potrebbe rappresentare il prologo di un nuovo fallimento.

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