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"Nel 2010 la ripresa del mercato del lavoro"

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"Nel 2010 la ripresa del mercato del lavoro"

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Il socialista José Socrates è stato appena rieletto primo ministro del Portogallo. Ha davanti a sé mesi difficili essendo questo un periodo di crisi, ma lui è convinto che il suo Paese ritroverà la strada della crescita grazie all’innovazione e alle nuove tecnologie.

Oltre quattro anni dopo l’arrivo al potere si dice particolarmente orgoglioso dello sprint finale nella corsa a ostacoli che ha portato alla ratificazione del Trattato di Lisbona. Maria Barradas (euronews) – Adesso che il Trattato di Lisbona entra in vigore, ne è soddisfatto o, a distanza di due anni, ritiene ci siano cose che avrebbero potuto essere diverse? José Sócrates: “Tutti i trattati, una volta in vigore, implicano un rinnovamento, e l’Europa, col Trattato di Lisbona, diventa piu’ forte e piu’ capace di rispondere non solo alle speranze della società europea e alle esigenze dell’economia europea, ma anche alle sfide mondiali. Il mondo ha bisogno di un’Europa piu’ forte, non solo gli europei ma tutti hanno la necessità che i valori, il punto di vista, e la cultura europea, siano piu’ forti, e il Trattato di Lisbona è un buon punto di partenza per l’affermazione dell’Europa nel mondo.” euronews- Passiamo alla tappa successiva: la scelta degli alti rappresentanti dell’Unione Europea. Vi è stata come l’impressione che la nomina di Herman Van Rompuy e di Catherine Ashton siano la dimostrazione che l’Europa rinuncia ad assumere una posizione politica forte per privilegiare sempre piu’ lo spazio del mercato unico. E’ vero? JS: “No, io non la vedo cosi’. Penso anzi che la nomina di queste due personalità, che hanno alle spalle un lungo percorso politico e hanno già dimostrato le loro qualità in ambito europeo, sottolineino l’importanza di riunire le due maggiori famiglie politiche, popolari e socialisti, per sostenere le istituzioni europee. Questo era estremamente importante, e ce l’abbiamo fatta. Si tratta in ogni caso di due personalità che hanno una lunga esperienza politica e, tanto il primo ministro belga che il commissario britannico, sono volti noti in Europa e sicuramente saranno all’altezza della loro funzione e missione.” euronews- Crede che il mondo davvero li consideri due personalità forti? JS: “Le personalità diventano forti dopo aver svolto la propria funzione, e non ho alcun dubbio che il Primo ministro belga farà un ottimo lavoro. Lo conosco molto bene, ne apprezzo il pensiero e l’impegno per l’Europa. E’ un grande europeo, un uomo con dei valori e dei principi politici fondati su una prospettiva europea, e non ho dubbi che svolgerà un eccellente lavoro perché l’Europa possa affermarsi.” euronews- Si percepisce una certa frustrazione da parte dell’opinione pubblica nei confronti delle due nomine. In un momento in cui si parla dell’enorme bisogno di rendere l’Europa più vicina ai cittadini, e viceversa, ritiene che la procedura scelta sia un contributo positivo a tale avvicinamento? JS: “Queste due personalità sono state scelte in base alla procedura prevista dal Trattato di Lisbona, e non vedo come fare altrimenti. Il Presidente è stato scelto dal Consiglio, ed è una scelta assolutamente democratica in quanto intorno al tavolo non c’era un solo primo ministro che non fosse stato eletto e non rappresentasse i suoi concittadini. euronews- La stampa lamentava che mancasse un profilo, predefinito, del futuro presidente, quasi non si sapesse che tipo di personalità cercare per l’Europa. JS: “Io ritengo che il profilo che meglio si adatta alla presidenza sia quello di un europeista, e non vi sono dubbi che questo corrisponda al primo ministro belga.” euronews- Esauriti gli effetti più nocivi della crisi economica, Bruxelles ha concesso al Portogallo quattro anni per rientrare nei parametri del Patto di Stabilità, vale a dire riportare il deficit al 3%. Sono tempi realistici? E il governo portoghese se l‘è posto come un obbligo? JS: “Ritengo che lo siano, ma vorrei dire prima una cosa: tra gli effetti piu’ nefasti della crisi, qualcuno è passato ma qualcuno resta. Bisogna essere consapevoli che è dovere di tutti gli stati impegnarsi per creare posti di lavoro e crescita economica, è questa la priorità. Dopodiché si potrà cominciare a ridurre il deficit pubblico in modo da ridare fiducia ai mercati internazionali e a rassicurare sulla tenuta dei nostri conti pubblici. Ma la cosa piu’ importante, in questo momento, è che l’Unione Europea persegua una costante politica di rilancio budgetario, sino alla fine della crisi, e la crisi è ancora in atto; del resto, basta guardare i numeri dell’occupazione ovunque in Europa. Non possiamo lasciare i nostri concittadini in questa situazione di disoccupazione, bisogna continuare con le iniziative mirate alla ripresa, ossia, fare investimenti pubblici per la creazione di posti di lavoro.” euronews- Secondo Lei, per quanto tempo ancora, in Portogallo, per esempio, avremo un tasso di disoccupazione a due cifre? JS: “La strada del rilancio è già stata imboccata in Portogallo: negli ultimi due trimestri la crescita è stata positiva rispetto ai trimestri precedenti, ma questo non ha ancora avuto conseguenze sull’‘occupazione. A mio avviso nel corso del 2010 cominceremo a recuperare dei posti di lavoro. La priorità principale per me è continuare a fare quel che lo Stato sta facendo in questo momento, ossia sostenere la dinamica economica per ritrovare l’occupazione.” euronews- Il Portugallo ha organizzato il Vertice ispanoamericano, all’insegna di innovazione e conoscenza. Che importanza ha un incontro del genere per un paese come il Suo? JS: “Il vertice ha permesso di conseguire due obiettivi. Per prima cosa di discutere della crisi e della risposta dei diversi paesi a tale crisi, e poi, di individuare i punti su cui mettersi d’accordo in vista della riforma di tutte le istituzione mondiali, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, sono molti i cambiamenti da apportare nella regolamentazione dell’economia mondiale. Ma qual è il segreto del successo economico di una società? Io direi la conoscenza, l’innovazione e la tecnologia. Il Portogallo, per esempio, era al quattordicesimo, o sedicesimo posto, nella classifica europea dei servizi pubblici online, in termini di disponibilità e di precisione di tali servizi. Adesso siamo al primo posto. Questo significa che abbiamo avviato una riforma molto rapida dei nostri servizi pubblici in soli quattro anni, consentendoci di essere all’avanguardia. E poi, oggi, i nostri figli imparano l’inglese dal primo anno in cui vanno a scuola. Tutti i bambini portoghesi hanno accesso al computer, ricchi, poveri, abitanti all’interno del Paese o sul mare. Per questo contiamo di diventare il paese in cui si parla meglio l’inglese, e in cui si conoscono davvero le tecnologie legate all’‘informatica e alla comunicazione. Le porto questi esempi perché è con progetti del genere che si può sviluppare e cambiare una società e arrivare a una crescita economica sostenibile.