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Lobo cerca legittimità

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Lobo cerca legittimità

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Porfirio Lobo, ora, deve convincere la comunità internazionale della legittimità della sua elezione a Presidente del’Honduras. Centinaia di persone sono scese in piazza a Tegucigalpa per protestare contro il voto di domenica. E per sostenere ancora una volta Manuel Zelaya, deposto dal colpo di stato di fine giugno. Porfirio Lobo, candidato della destra, ha promesso di fare uscire il Paese dalla crisi, e proposto la formazione di un governo di unità nazionale. Ha detto di essere felice e di guardare al futuro, e che Zelaya rappresenta il passato.

Sul fronte delle reazioni, se gli Stati Uniti hanno definito le elezioni come un passo importante, pur sottolineando la necessità di fare di più, la divisione resta. E rimbalza al vertice dell’IberoAmerica dell’Estoril. A partite dal Brasile, diversi stati sudamericani contestano il voto, che si è svolto mentre il Paese era sotto il controllo dei militari. Zelaya, deposto dal colpo di stato del 28 giugno, ha prima invitato al boicottaggio. Ora, sempre rifugiato all’ambasciata brasiliana di Tegucigalpa, insiste sull’inattendibilità dei dati di affluenza. E accusa Washington di sostenere quelle che definisce le cifre ufficiali della dittatura. Domani il Congresso decide sul suo ritorno al potere fino a fine mandato, il 27 gennaio.