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All'Estoril, niente posizione comune, ma una dichiarazione portoghese

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All'Estoril, niente posizione comune, ma una dichiarazione portoghese

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Per arrivare a una posizione comune sull’Honduras, forse, le divergenze erano troppe. Così, i 22 Paesi ibero-americani riuniti all’Estoril, in Portogallo, hanno concluso il diciannovesimo vertice senza grandi passi in avanti. Il Presidente brasiliano Inacio Lula da Silva ha reiterato la sua posizione di rifiuto della legittimità del voto di domenica. E continuato a guidare i Paesi contrari, a partire dal Venezuela.

La patata bollente di questo vertice, dedicato in origine a energia e innovazione, è passata dunque alla presidenza portoghese. Che, per salvare un po’ i giochi, ha presentato una sua dichiarazione sulle elezioni presidenziali di domenica scorsa in Honduras: condanna del colpo di Stato, appello al dialogo nazionale nel Paese latinoamericano. Il premier portoghese Jose Socrates ha detto: “Dopo negoziati dell’ultimo minuto, molto intensi, tra noi siamo arrivati a un consenso, almeno questo credo io”. “Nessun consenso sull’Honduras – commenta la giornalista di Euronews inviata all’Estoril, Maria Pineiro – e nemmeno sul clima, uno dei temi che avrebbero dovuto dominare il dibattito tra i Paesi ibero-americani in questo vertice dell’Estoril, quando restano pochi giorni dall’inizio della conferenza sul clima di Copenhagen”. Lunedì alcuni attivisti Greenpeace si sono arrampicati sulla Torre di Belem, monumento emblematico di Lisbona. Hanno fatto sventolare bandiere con le quali chiedevano di lottare contro i cambiamenti climatici: “Il nostro clima, la vostra decisione”, lo slogan. Nove di loro sono stati arrestati.