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Lobo presidente, ma la crisi resta

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Lobo presidente, ma la crisi resta

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Con oltre il cinquanacinque percento dei voti, Porfirio Lobo ha conquistato le presidenziali in Honduras. Il voto di ieri ha chiuso il capitolo post-golpe, ma la crisi sembra lontano dall’essere risolta, e si attende la reazione di Washington. Il candidato di destra del Partito Nazionale, ricco imprenditore agricolo, ha sconfitto il rivale diretto Elvin Santos, del Partito Liberale, altra espressione della destra, che ha riconosciuto la sconfitta.

Lobo, ha basato la sua campagna sullo sviluppo e sulla lotta alla disoccupazione, e ha promesso di porre fine all’isolamento dell’Honduras non solo dalle organizzazioni internazionali, ma anche da Paesi come il Brasile, potenza emergente dell’America Latina. “Ritengo che il Brasile non debba riconoscere il risultato elettorale – ha detto il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, che debba mantenere la propria posizione”. L’opposizione al voto è forte anche sul fronte interno. Il presidente destituito Manuel Zelaya, rifugiato nell’ambasciata brasiliana di Tegucigalpa, aveva invitato al boicottaggio e ora definisce “gonfiate” le cifre dell’affluenza, oltreil 60 percento la stima. Al grido di “Libertà! Libertà!” gli honduregni sono scesi in piazza in alcune città contro il voto. 30.000 gli uomini delle forze dell’ordine che hanno vigilato nella capitale e in altre città. A San Pedro Sula i manifestanti sono stati caricati dalla polizia.