ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Svizzera dice no ai minareti

Lettura in corso:

La Svizzera dice no ai minareti

Dimensioni di testo Aa Aa

Con un risultato a sorpresa in Svizzera è passato il referendum che vieta la costruzione di nuovi minareti. Ha votato a favore oltre il 57% dell’elettorato. Solo 4 cantoni su 26 hanno respinto la proposta avanzata dalla destra populista e nazional-conservatrice dell’Unione Democratica di Centro, che ora brinda, mentre il governo si preoccupa:

“Noi siamo così, come lo svizzero medio: restiamo modesti anche di fronte alla vittoria dice Walter Wobmann dell’UDC – Siamo ancora un po’ intontiti, ma c‘è una grande gioia. Ce ne rendiamo conto poco a poco…Festeggeremo più tardi”. “Non credo che questo risultato implichi un rigetto della comunità mussulmana – commenta la responsabile della diplomazia svizzera Micheline Calmy-Rey – Il voto si giustifica con la paura dell’estremismo e del fondamentalismo islamico”. Il governo elvetico era contrario al referendum e così pure quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale. Mentre i verdi riflettono sulla possibilità di un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo i 300mila mussulmani della Confederazione (su 7 milioni di abitanti) ora si sentono discriminati: “E’ una legge discriminatoria – dice Lucia Dahlab, dell’Unione delle Organizzazioni Mussulmane di Ginevra – La Svizzera è il mio paese e io non lo riconosco, non lo riconosco più”. Dopo la proclamazione dei risultati ci sono state manifestazioni di protesta a Berna e a Zurigo. Tradizionalmente terra di coabitazione pacifica fra culture, lingue e religioni diverse, la neutrale Svizzera potrebbe aver scoperchiato un vaso di pandora. In Italia la Lega Nord ha salutato l’esito del voto e così hanno fatto anche il Fronte Nazionale francese e i due partiti di estrema destra austriaci.