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L'Unione Europea al traguardo del TRattato di Lisbona: lo sguardo del fumettista Schuiten

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L'Unione Europea al traguardo del TRattato di Lisbona: lo sguardo del fumettista Schuiten

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A Bruxelles, a poca distanza dagli ingombranti edifici dell’Unione Europea, il fumettista visionario Francois Schuiten ha il suo atelier.

Il corrispondente da Bruxelles, Sergio Cantone, lo ha intervistato. “Francois Schuiten, lei è un disegnatore di fumetti, vive e lavora a Bruxelles; cosa prova, qual‘è la sua sensazione di fronte all’Europa, all’unione europea, i suoi abitanti e soprattutto che sentimenti le suscita il nuovo trattato di Lisbona?” “Be, Il Belgio ha uno sguardo un po’ particolare perche accoglie le istituzioni europee, e la prima cosa che vede è lo spazio che l’insieme degli edifici ha occupato in città. Questa burocrazia che soffoca il cuore di Bruxelles – aggiunge – è un po’ invadente, a volte un po’ opaca. MA allo stesso tempo sentiamo che questo trattato ha degli effetti positivi, farà avanzare la macchina europea, ma nel profondo di noi, non ci fa sognare. Inoltre non ho l’impressione che sia la cultura il tratto determinante di questo accordo, non credo che permetterà ai giovani di comprendere meglio i valori che stanno alla base dell’essere europei, il fatto cioè di stare in relazione con le diverse culture europee”. Per Schuiten la Bruxelles della burocrazia europea, somiglia a una delle “città oscure” raccontate per immagini in un suo lavoro. Ma di realistico nel fumetto c‘è solo l’architettura urbana, mentre la città che lui vive ogni giorno è vera. “Spesso rimproveriamo all’Europa, soprattutto ai suoi testi giuridici come i Trattati, di non essere chiari e soprattutto di essere troppo pesanti per i cittadini. POtrebbe fare un fumetto del TRattato di LIsbona?” “Ma, io trovo che sarebbe un po’ come insultare il fumetto…- afferma Schuiten – Credo che un fumetto si meriti di meglio che un’adattamento di cose cosi complicate e laboriose. Comunque l’Europa ha costruito un sistema che prima o poi dovrà creare contatti, riuscire a comunicare, è li che si deve agire; si dovranno immaginare senza dubbio nuovi sistemi, nuove relazioni, nuovi fili, e nuove radici”.