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Honduras. Manifestazioni contro le presidenziali

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Honduras. Manifestazioni contro le presidenziali

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Al grido di “Libertà! Libertà!” gli honduregni sono scesi in piazza in alcune città contro le elezioni presidenziali svoltesi ieri nel loro paese. A San Pedro Sula i manifestanti sono stati caricati dalla polizia.

L’Honduras ha vissuto un colpo di stato il 28 giugno. Il presidente destituito Manuel Zelaya è stato prelevato dal suo domicilio e costretto ad uscire dal paese nel quale è rientrato ma solo perché lo ha accolto l’ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. “Ci hanno fronteggiato con i cannoni ad acqua e con i lacrimogeni – dice una manifestante – Ci hanno preso a manganellate. Non sappiamo perché, non abbiamo fatto nulla di male. Difendevamo solo i nostri diritti”. Il fronte dell’astensione, favorevole a Zelaya, è stato sostenuto da Brasile, Venezuela e Argentina. Per questi paesi il processo elttorale è illegale perché è una presa d’atto e un avallo del colpo di stato di giugno. Gli Stati Uniti, il Perù e il Costa Rica, hanno invece appoggiato il voto.