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Strage sul Nevski Express: ancora nessun sospetto

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Strage sul Nevski Express: ancora nessun sospetto

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Prove tecniche di normalità dopo l’attentato al Nevski Express. La circolazione fra Mosca e San Pietroburgo è lentamente ripresa. 25 morti, 54 feriti e 26 dispersi, le ultime cifre fornite dal governo russo. A causare il deragliamento, secondo i servizi, un ordigno dalla potenza equivalente a 7 chili di tritolo. Aperta un’inchiestra per terrorismo, la magistratura si mostra però prudente.

“E’ ancora troppo presto per parlare di sospetti – dice il portavoce della Procura Generale, Vladimir Markin -. Gli investigatori hanno ripreso dal primo mattino a setacciare il luogo dell’incidente. Stiamo ancora ascoltando i testimoni”. E’ intanto iniziato anche il doloroso rito del riconoscimento dei corpi. Le famiglie delle vittime stanno affluendo all’obitorio di Tver, a meno di 200 chilometri da Mosca. Una procedura, che potrebbe incidere sensibilmente sul bilancio finale dell’attentato. Commozione anche alla cerimonia solenne, che a Mosca ha ricordato le vittime nella cattedrale di Cristo Salvatore. Le autorità sono al lavoro per far loro giustizia. Ancora nessun elemento sembra però confortare le piste caucasica e ultranazionalista, al momento considerate più accreditate.