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Svizzera alle urne: si vota su minareti e armi

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Svizzera alle urne: si vota su minareti e armi

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Sono due i referendum per i quali domenica si vota in Svizzera. Il primo riguarda l’introduzione del divieto di costruire nuovi minareti nel Paese. Nella Confederazione elvetica vivono circa 350mila musulmani, poco più del 4% della popolazione composta da sette milioni e mezzo di abitanti.

Complessivamente nei cantoni ci sono quattro minareti, che però non vengono utilizzati per chiamare i fedeli alla preghiera. Altri due sono già stati autorizzati ed è contro la loro realizzazione che l’Unione di centro, partito della destra ultra conservatrice, ha promosso la consultazione. Secondo gli ultimi sondaggi l’iniziativa sarà respinta dal 53% dei votanti. Il secondo referendum chiede la proibizione dell’esportazione di armi ed è promosso da un Gruppo denominato “per una Svizzera senza guerra”. La mancata vendita di armi, che nel 2008 ha fruttato ben 477 milioni di euro, comporterebbe un danno per l’economia locale come sostiene il Consigliere nazionale dell’Udc: “Da un giorno all’altro la nostra sicurezza competitiva a livello internazionale e l’industria militare non avranno più accesso al mercato mondiale”. Ma i sostenitori della consultazione elettorale accusano: “Ogni arma che esportiamo non è più sotto il nostro controllo e non sappiamo in che mani finirà; non possiamo essere sicuri che non uccideranno persone innocenti e noi vogliamo evitarlo”. Cinque milioni gli elettori chiamati alle urne, ma la maggioranza di loro ha già votato per corrispondenza. I seggi chiuderanno a mezzogiorno.