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Sloveni in piazza per salari e pensioni

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Sloveni in piazza per salari e pensioni

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Circa 30 mila sloveni hanno manifestato nel centro della capitale Lubiana per chiedere l’aumento del salario minimo a 600 euro e il mantenimento dell’attuale sistema pensionistico, che il governo di centro-sinistra intende invece riformare.

Paese più ricco tra gli Stati dell’ex Jugoslavia, la Slovenia soffre ora dei colpi della crisi economica globale. “Tutta la famiglia è qui per chiedere un salario migliore – dice una manifestante -. E’ diventata dura, molto dura. Abbiamo portato nostro figlio perché qualcuno abbia pietà di noi”. “Se non possiamo ottenere quello che chiediamo con mezzi pacifici, qualcuno potrebbe pensare a una vera rivoluzione – afferma un altro partecipante alla manifestazione -. Spero che non sia necessario, che trionfi il buon senso”. Oltre alla richiesta di un salario minimo a 600 euro, i principali sindacati sloveni chiedono il mantenimento degli attuali limiti di età pensionabile, mentre il governo intende elevarli a 65 anni. L’Unione europea, di cui la Slovenia fa parte dal 2004, fa pressione su Lubiana affinché il sistema previdenziale venga riformato. Il Paese è entrato nella zona euro nel 2007. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 3 punti in un anno e adesso sfiora il 10 per cento.