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Raid a Kunduz, Jung sotto pressione per strage civili

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Raid a Kunduz, Jung sotto pressione per strage civili

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Per ora non cede. Ma l’ex ministro della Difesa tedesco Franz-Joseph Jung difficilmente resisterà alla pressione di chi ne chiede le dimissioni dopo lo scandalo del raid di Kunduz.

La strage occultata di vittime civili in Afghanistan lascia Jung allo scoperto: Angela Merkel non si è esposta per difendere colui che ora occupa la poltrona di Ministro del Lavoro. A far scoppiare il caso sul raid ordinato da un ufficiale tedesco, le rivelazioni del quotidiano Bild che ha ottenuto il video di quel 4 settembre. I puntini neri sono persone: una settantina i taleban ma anche decine di civili. I militari della Nato puntavano a colpire due autocisterna rubate dai ribelli. Jung negò che ci fossero vittime civili. Ma secondo le accuse la vicenda è frutto di un’autentica manipolazione e il ministro stesso sarebbe stato a conoscenza dell’uccisione di civili. Per ora ad averci rimesso il posto sono Stati il Capo di Stato Maggiore dell’esercito Wolfgang Schneiderhan e il sottosegretario alla Difesa. L’attacco costato la vita a 142 persone sarebbe l’intervento delle Forze Armate Tedesche col maggior numero di morti dalla Seconda Guerra Mondiale.