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Honduras: verso il voto fra scetticismo e speranze

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Honduras: verso il voto fra scetticismo e speranze

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L’Honduras verso le elezioni tra speranza e disillusione. Gli Stati Uniti guardano al voto di domenica, come possibile fine alla crisi politica in cui è precipitato il paese. A giugno il colpo di stato, che ha portato all’insediamento di Roberto Micheletti. Il presidente deposto Manuel Zelaya non è però solo nel contestare la legittimità del voto. “In quanto honduregni – dice uno studente universitario – abbiamo il diritto di opporci a queste elezioni. Non le accettiamo perché sono illegittime”. Non essendo candidati né Micheletti né Zelaya, favorito pare al momento il conservatore Porfirio Pepe Lobo: candidato del Partito Nazionalista, favorevole alla pena di morte, che in passato ha apertamente sfiduciato l’ex presidente. A sfidarlo sarà, per il Partito Liberale, Elvin Santos: proprietario della più grande impresa edile del paese, tra i primi a prendere le distanze da Zelaya e a criticarne l’allineamento sulle posizioni del venezuelano Hugo Chavez, al punto da allontanare i propri uffici dal palazzo presidenziale. In origine espressione dell’elite honduregna, Zelaya è stato poi accusato da critici e Corte Suprema, di mirare a uno stravolgimento della Costituzione che ne legittimasse la permanenza al potere. Rientrato clandestinamente nel paese il 21 settembre, ha da allora trovato rifugio nell’ambasciata brasiliana.