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Domenica in Svizzera referendum anti-minareti

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Domenica in Svizzera referendum anti-minareti

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Divieto di minareti in Svizzera. È l’obiettivo della destra populista, con il referendum di domenica prossima. Se gli elvetici si pronunceranno a favore, il divieto di costruire minareti sarà aggiunto all’articolo 72 della costituzione federale.

È la prima consultazione di questo genere in un paese europeo. Promossa dall’Unione democratica di centro, grande partito della destra nazional-conservatrice, l’iniziativa contro la costruzione di minareti ha scatenato le polemiche. L’Islam è la seconda religione in Svizzera per numero di fedeli. I musulmani sono almeno 310 mila, oltre il 4 per cento della popolazione, per la maggior parte immigrati provenienti dai Balcani, Kosovo, Albania e Bosnia, e nella stragrande maggioranza non praticanti. Su 200 moschee, solo quattro hanno minareti. Altri due sono per ora solo in fase di progetto, a Will e Langenthal. L’Udc ha tappezzato il paese di minacciosi poster, che dipingono i minareti come missili, accanto a una donna avvolta in un burqa nero. Per i promotori dell’iniziativa, il minareto non ha nulla a che fare con la religione, è un simbolo di potere politico, il preludio all’introduzione della sharia, dei delitti d’onore, dell’oppressione delle donne e della lapidazione. I cattolici integralisti condividono alcuni di questi timori, riassunti nelle parole di Walter Wobmann, dell’Udc: “I minareti sono simboli di potere, è il primo passo verso l’islamizzazione. Il secondo passo sarà il muezzin, il terzo la legge islamica, la sharia. Qui in Svizzera non vogliamo una situazione di questo tipo”. Le Nazioni unite hanno criticato l’iniziativa, dicendo che viola la libertà di culto. Anche il governo e la maggior parte dei partiti sono contrari al divieto, che – dicono – oltre a violare diversi diritti fondamentali, non contrasterebbe l’estremismo islamico, ma al contrario lo incoraggerebbe. Opinione condivisa dal presidente del consigio svizzero delle religioni, Thomas Wipf: “Questa campagna contro i minareti è pericolosa perché presuppone che religioni diverse non possano convivere, che debbano finire per scontrarsi. Ma noi dobbiamo avvicinarci gli uni agli altri. Dobbiamo imparare a parlarci. È questa la vera sfida!”. Secondo i sondaggi, il movimento contro i minareti domenica dovrebbe perdere, ma potrebbe esprimersi a favore circa un terzo dei votanti. Contro l’iniziativa, però, non c‘è solo chi predica tolleranza e rispetto dei diritti. Anche il mondo degli affari è preoccupato per l’impatto negativo che il divieto potrebbe avere sulle esportazioni in Medio oriente. Il caso della Danimarca e delle vignette di Maometto brucia ancora.