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Raid di Kunduz: dimissioni ai vertici dell'esercito, Jung nel mirino

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Raid di Kunduz: dimissioni ai vertici dell'esercito, Jung nel mirino

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Saltata la testa dell’esercito tedesco per il raid di settembre in Afghanistan, ora rischia anche il Ministro Jung, all’epoca responsabile della Difesa. Il sito web di un quotidiano tedesco ha pubblicato oggi un video sull’attacco di Kunduz, e parla di informazioni manipolate sulla presenza di vittime civili. Oggi, il capo di Stato maggiore Wolfgang Schneiderhan ha dato le dimissioni.

L’attuale Ministro della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, aveva riconosciuto errori procedurali nell’operazione, definendo, tutttavia, il bombardamento “appropriato”. Ma, secondo il quotidiano ci sarebbe stata una manipolazione vera e propria nell’inchiesta. Il 4 settembre a Kunduz furono uccisi, oltre a una settantina di taleban, anche decine di civili. E Karl Joseph Jung (CDU) ne sarebbe stato al corrente. All’epoca era lui Ministro della Difesa. Dice di avere bisogno di tempo per verificare i dati dell’inchiesta, prima di riferire davanti al Parlamento. Ma da più parti si chiedono le sue dimissioni. A iniziare dai Liberali, alleati di Angela Merkel. Lo stesso cancelliere ha preso le distanze da Jung, suo attuale Ministro del Lavoro, chiedendo chiarimenti. I primi a esigere testa di Jung sono stati quelli della Linke e i Verdi. Per Christian Ströbele, dei Verdi, le dimissioni del capo di Stato Maggiore non bastano. Ora anche Jung deve lasciare. Il 4 settembre, a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, due camion-cisterna di cui i taleban si erano impossessati furono bombardati, è stata una delle operazioni più controverse dell’Alleanza in Afghanistan e l’intervento della Bundeswehr che ha causato il maggior numero di morti dalla Seconda Guerra Mondiale.