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Clima: Pechino annuncia "obiettivi vincolanti"

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Clima: Pechino annuncia "obiettivi vincolanti"

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Prime aperture dalla Cina, in vista della Conferenza sul clima di Copenhagen. Misure fiscali, stretta sulle politiche e interventi sulla tassazione, gli strumenti con cui Pechino ha fatto sapere che ridurrà la propria “intensità carbonica”.

“Obiettivo vincolante” annunciato dal governo: un taglio fino al 45% delle emissioni a effetto serra per unità di prodotto interno lordo, entro il 2020. Sfida che segue il proposito degli Stati Uniti di ridurre le proprie emissioni del 17% per la stessa data e del 30% entro il 2025. Un impegno verso una posizione comune, che lo stesso presidente Obama ha sottolineato, annunciando la propria presenza al vertice di Copenhagen. Sforzi condivisi anche dai capi di stato riuniti a Manaus, in Brasile. Tra gli obiettivi dell’incontro anche la difesa della Foresta Amazzonica: polmone verde del pianeta, sempre più minacciato dal surriscaldamento climatico. “L’aumento della temperatura globale – stimano da Greenpeace – avrà un impatto significativo sulla Foresta Amazzonica e sulla biodiversità. Alcuni scienziati ritengono che ampie parti dell’Amazzonia perderanno vegetazione”. Il Brasile si è impegnato a ridurre le proprie emissioni inquinanti del 40% entro il 2020, ma ha chiesto lo stesso impegno ai paesi ricchi. Appello raccolto dal presidente francese Sarkozy, volato a Manaus per ribadire l’asse Parigi-Brasilia. Obiettivo dichiarato: confermare il comune appello a una riduzione dei gas serra di almeno il 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.