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Un sostenitore della Arroyo, forse, legato alla strage

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Un sostenitore della Arroyo, forse, legato alla strage

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Supera ormai quota cinquanta il bilancio dei morti nella strage delle Filippine; le autorità puntano il dito contro un sostenitore di Gloria Arroyo. Il Presidente ha proclamato una giornata di lutto nazionale. Mentre si scava per recuperare cadaveri, emergono nuovi dettagli del massacro.

Tra le vittime, donne, stuprate e uccise, parte di un gruppo che voleva presentare una candidatura a governatore provinciale. Con loro, anche un folto gruppo di giornalisti. Si tratterebbe del più grande massacro di reporter mai avvenuto, confermando le Filippine come uno dei posti più pericolosi al mondo dove esercitare la professione. Nonoy Espina, Vice-presidente del Sindacato dei Giornalisti filippino: “In posti come questo, dove la legge non è rispettata, i media diventano spesso una sorta di tribunale di ultima istanza per le persone”. Una veglia ha ricordato le vittime della strage, avvenuta lunedì nell’isola meridionale di Mindanao, nella provincia di Maguindanao, di nuovo teatro di violenza politica. Ad agire, secondo le autorità, sarebbe stato un gruppo legato a un politico locale, che ha sostenuto Gloria Arroyo alle scorse presidenziali. Lo scopo: impedire la candidatura del rivale alle elezioni aministrative del prossimo anno.