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Leterme di nuovo premier, i timori dei francofoni

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Leterme di nuovo premier, i timori dei francofoni

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Per formare un governo dopo la vittoria al voto del 2007, ci erano voluti nove mesi. Un lunga gestazione, seguita da una crisi dopo l’altra. Adesso Yves Leterme ci prova ancora e torna a guidare un Paese alle prese con la crisi economica e, soprattutto, con una disputa ancora irrisolta tra le comunità principali del Belgio.

A temere di più sono i francofoni, che lo considerano un fiamingo radicale, più incline alle richieste di autonomia delle ricche Fiandre. Un anno fa Leterme era stato costretto a dimettersi, travolto dalle accuse d’aver fatto pressione sui giudici nell’inchiesta sul salvataggio della Banca Fortis. Figura controversa, Leterme si è fatto spesso notare per gaffes e provocazioni. Come quando, ad esempio, nel giorno delle celebrazioni per la festa nazionale del Paese, canta «La Marsigliese», inno francese, e non l’inno del Belgio. Da attuale ministro degli Esteri, il cristiano-democratico fiammingo, a 49 anni torna alla testa del Belgio, undici mesi dopo le dimissioni. Con la scommessa di assicurare stabilità al Paese.