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Gli antiguerra chiedono la verità sulla guerra in Iraq dalla commissione d'inchiesta britannica

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Gli antiguerra chiedono la verità sulla guerra in Iraq dalla commissione d'inchiesta britannica

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Perché nel marzo 2003 si è andato a combattere in Iraq? È quanto chiedono i movimenti antiguerra all’apertura della commissione d’inchiesta pubblica britannica che dovrà accertare se la decisione di partecipare al conflitto sia stata basata su fatti reali o sia stata una manipolazione. L’inchiesta dovrebbe durare mesi nei quali saranno ascoltati i capi dell’intelligence e delle forze armate, diplomatici e uomini di governo.

“Non siamo un tribunale – ha detto il presidente della commissione Sir John Chilcott -. Questa è un’inchiesta conoscitiva. Nessuno qui è sotto processo e non cercheremo di trovare colpevoli o innocenti, questo può farlo solo un tribunale. Ma voglio prendere un impegno: una volta pubblicato il nostro rapporto finale non esiteremo a esprimere critiche contro istituzioni o singoli se delle colpe emergeranno con chiarezza”. Tra i primi testimoni ci sono i responsabili dei servizi che preparano il dossier per Tony Blair sulla disponibilità da parte di Saddam Hussein di armi di distruzione di massa, poi mai trovate. “Quello che hanno fatto in Iraq lo stanno riproducendo ora in Afghanistan – dice questo iracheno di Londra -. Secondo me i compiti della commissione dovrebbero andare al di là. Dovrebbero identificare le persone che hanno mentito al popolo britannico e al mondo. Bisognerebbe processarli perché per le loro bugie hanno fatto versare sangue britannico, americano ma sopratutto iracheno”.