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Decretato lo stato di emergenza dopo la strage

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Decretato lo stato di emergenza dopo la strage

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E’ stato di emergenza nel Sud delle Filippine, all’indomani della strage di ostaggi; si aggrava il bilancio dei morti. Le autorità hanno recuperato più di quaranta cadaveri. All’appello mancano alcune persone. Il provvedimento riguarda, oltre a due zone limitrofe, la pronvicia di Maguindanao, dove ieri un gruppo di uomini armati ha sequestrato una cinquantina di persone, tra donne, politici, giornalisti.

Secondo le prime ricostruzioni, le donne sarebbero state stuprate prima di essere uccise, i cadaveri, alcuni trovati in fosse comuni, appaiono crivellati da colpi di arma da fuoco. Il Presidente delle Filippine Gloria Arroyo ha promesso la linea dura. “Non lesineremo sforzi – ha detto. Faremo tutto il possibile per rendere giustizia alle vittime e portare i responsabili davanti alla giustizia. Sono stati istituiti check-point”. Rinforzi militari sono arrivati nell’area. Il massacro è avvenuto nella provincia meridionale di Maguindanao, sull’isola di Mindanao. Il prossimo anno nelle Filippine si tengono elezioni nazionali e amministrative e la strage sarebbe legata a questo: si tratterebbe di un regolamento di conti tra clan rivali. Tra le vittime, oltre a un gruppo di dodici giornalisti, parenti e sostenitori dell’aspirante governatore della provincia di Maguindanao, uccisi, con ogni probabilità, dalla milizia privata del clan rivale.