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Aids: calano infezioni e mortalità, ma cresce il divario nord-sud


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Aids: calano infezioni e mortalità, ma cresce il divario nord-sud

In Italia 4.000 persone ogni anno contraggono l’Aids, in Africa 400.000 bambini nascono sierpositivi: l’epidemia della sindrome da immunodeficienza acquisita ha cifre impressionanti, ma se ne parla sempre meno.

Consolano alcuni risultati della lotta all’epidemia, dovuti soprattutto alla prevenzione: le nuove infezioni, a livello mondiale, nel 2008 sono calate del 17% rispetto a otto anni prima. Ma resta pur sempre drammatica la cifra di 2 milioni settecento mila persone che si sono ammalate l’anno scorso, e che si aggiungono agli oltre trenta milioni di persone che hanno contratto il virus nel mondo. La cifra dei contagiati sale anche perché fortunatamente vivono più a lungo, sottolinea Michel Sibidé, direttore dell’agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids -: “sono migliorati i trattamenti, e la mortalità è calata del 18%”, aggiunge. Chi muore, muore perché vive in Paesi poveri: più di 5 milioni di persone non hanno accesso ai medicinali che consentono di bloccare il virus. Ma non ci si può nemmeno illudere che il problema sia altrove, in Africa: a Milano, per esempio, il 50% delle prostitute è sieropositivo, secondo i dati forniti dal Comune. E i clienti sembrano preoccuparsene sempre meno. Proprio per richiamare l’attenzione, il primo dicembre saranno distribuiti nel mondo milioni di preservativi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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