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Cambogia: il regime di Pol Pot impose il terrore

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Cambogia: il regime di Pol Pot impose il terrore

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Tra il 1975 e il 1979, i Khmer rossi, che volevano eliminare gli intellettuali e rieducare la popolazione adulta con il lavoro manuale, imposero il terrore: la popolazione cambogiana fu arruolata a forza, indottrinata, affamata, e le esecuzioni sommarie erano innumerevoli.

Pol Pot e il nuovo gruppo dirigente, che si era formato tra i marxisti francesi negli anni ’50, instaurarono una dittatura di rara violenza. Quello che si conosce con il soprannome du Douch fu uno degli strumenti del regime. Uomini, donne, bambini venivano imprigionati nel campo S21, diretto da Douch, un ex liceo nel cuore di Phnom Pen, ufficialmente per essersi opposti al regime, ma in realtà per qualsiasi motivo. Persino il fatto di portare degli occhiali poteva significare la morte. Uomini e donne venivano torturati, prima di essere uccisi. Orrori per i quali solo nel 2006 è stato possibile portare qualcuno davanti alla giustizia. Oggi quattro ex dirigenti del regime vanno a processo davanti al tribunale speciale, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Oltre a Douch, anche Nuon Chea, Ieng Sary, e Khieu Samphan. Il principale responsabile, il leader assoluto, non comparirà davanti ad alcun tribunale su questa terra: Pol Pot morì nel 1998, nel suo rifugio in mezzo alla giungla.