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Van Rompuy e Ashton, un nuovo corso per l'Europa

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Van Rompuy e Ashton, un nuovo corso per l'Europa

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Equilibrio politico, unanimità, Europa federale. Sono tra gli obiettivi del Trattato di Lisbona. Spetterà ai nuovi vertici realizzarli; da ieri questi hanno un volto, sebbene poco noto: Herman Van Rompuy e Catherine Ashton. Al premier belga è andata la presidenza dell’Unione, al Commissario britannico al commercio la nomina di Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza.

“Stiamo vivendo tempi eccezionalmente difficili: la crisi finanziaria e il suo impatto drammatico sull’occupazione e sui bilanci, la crisi climatica che minaccia la nostra stessa sopravvivenza. Un periodo di ansia, di incertezza e di sfiducia. Eppure, questi problemi possono essere superati con uno sforzo dei paesi e tra i paesi “. Accolta favorevolmente dai sostenitori delle candidature rosa, la nomina della Ashton ha trovato concordi gli otto governi socialisti dell’Unione. “Dobbiamo guardare al Servizio Europeo per l’Azione Esterna, questo nuovo istituto supporta quello che attualmente facciamo e aggiunge valore all’attività degli Stati membri. Sarà significativo. E, naturalmente, la chiave delle relazioni a livello mondiale per le necessità e lo sviluppo futuri”. Le due scelte, che non hanno diviso troppo, hanno, tuttavia, suscitato perplessità negli osservatori per la scarsa notorietà dei candidati. Gli incarichi diventeranno effettivi il primo dicembre prossimo, a seguito della ratifica del Trattato di Lisbona.