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Ue nomine, la riflessione di McNamara

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Ue nomine, la riflessione di McNamara

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Cosa pensano gli Stati Uniti della nuova Europa modellata dal Trattato di Lisbona. Euronews l’ha chiesto a Kathleen McNamara, politologa, esperta in relazioni internazionali.

Adrian Lanchashire, euronews: La simbologia è sempre stata una parte importante dell’architettura sociale. Parlando di simboli democratici, che cosa rappresentano a Washington il presidente dell’Unione e il suo nuovo Alto rappresentante? Kathleen McNamara: Penso che per Washington rappresenti un passo in avanti. Ma deve essere interpretato così com‘è: ossia l’Europa oggi non è uno stato nazione né una semplice organizzazione internazionale. Dobbiamo stare attenti a non attenderci troppo da questo passo in avanti. Adrian Lanchashire, euronews: Perché qualcuno negli Usa dovrebbe interessarsi a Herman Van Rompuy e Catherine Ashton nominations? Kathleen McNamara: Penso che in linea di massima gli americani restino confusi. Penso che i media statunitensi siano frustrati dal fatto che l’Europa non agisca come uno stato nazione. Penso però che l’amministrazione Obama sia interessata alle novità che comporta il trattao di Lisbona. Adrian Lanchashire, euronews: Il presidente Obama appunto, lui gode di un alto consenso internazionale. Il carisma di Van Rompuy toccherà le coste d’oltreatlantico? Kathleen McNamara: È vero che qualcuno ci teneva a avere una figura carismatica, come Tony Blair. Nel New York Times di oggi c‘è un articolo molto critico sull’intero processo di nomina, il pezzo sostiene che gli europei volevano avere un presidente di alto profilo ma in realtà scegliendo Van Rompuy hanno fatto il contrario. Si tratta comunque di una visione poco lungimirante. Nel lungo periodo una persona conciliante, capace di trovare il consenso tra punti di vista diversi, è la buona scelta per l’Unione. Sempre nel lungo periodo, l’amministrazione Obama capirà che i dossier che devono negoziare con l’Unione sono complessi e diventerebbe impossibile trattare con i si ngoli stati membri. Per cui penso ci siano in realtà apprezzamento per la scelta fatta, al di là dei commenti del New York Times. Si tratta comunque di un passo avanti.