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I marinai dell'Alakrana riabbracciano i familiari

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I marinai dell'Alakrana riabbracciano i familiari

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Maltrattamenti, minacce di morte, i marinai dell’Alakrana, tornati a riabbracciare i propri cari, raccontano la prigionia ormai alle spalle.

A Victoria alle Seychelles l’incontro con i parenti prima del volo per la Spagna dove sono attesi sabato. I loro sequestratori, pirati somali, avevano armi di ogni sorta e molte volte li hanno terrorizzati cominciando a sparare in aria. “Quando la situazione si stava facendo difficile, grazie al governo e a tante persone siamo stati salvati da quest’inferno” ha detto Ricardo Blach, il capitano dell’equipaggio di 36 marinai, tra cui 16 spagnoli. Ma cosa ha sbloccato le trattative? I pirati sostengono di aver incassato un riscatto di tre milioni e mezzo di dollari. Madrid non conferma. “Non conosco la cifra del riscatto”, ha affermato C. Martin Fragueiro, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura con delega agli affari marittimi. “Quello che ha fatto il governo è stato appoggiare l’armatore durante tutta la trattativa”. Sulla rete giuridico-finanziaria che sarebbe servita per il pagamento del riscatto indagherà l’Audiencia Nacional, il tribunale per reati di terrorismo. Due presunti pirati, arrestati poco dopo l’assalto all’Alakrana, sono in attesa di giudizio a Madrid.