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Unione del Mediterraneo: quale futuro?

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Unione del Mediterraneo: quale futuro?

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Quasi un anno e mezzo fa il debutto, in apparenza tutt’altro che riuscito, dell’Unione per il Mediterraneo. Ora il Forum dei Giovani leader dei paesi mediterranei organizza un incontro a Siviglia, in Spagna. Lo scopo è condividere le prospettive e studiare nuovi ambiti di cooperazione.

“Abbiamo dato vita al forum un anno fa – spiega il presidente Hakim El-Kairou -. Questa seconda edizione parte da una semplice considerazione: a nord e a sud del Mediterraneo è cresciuta una nuova generazione di dirigenti, che ha vinto il complesso del passato. Quanto vogliamo far capire è che siamo una classe politica giovane, fra i 35 e i 40 anni, che vuole davvero cambiare le cose”.

C‘è anche chi, come lo scrittore e analista politico Gilles Kepel, invoca l’ampliamento del forum e l’adesione degli Stati del Golfo Persico: “Nel mondo globalizzato di oggi – dice -, il Mediterraneo deve necessariamente aprirsi ad orizzonti più ampi. Quello a cui pensiamo è un sistema che si basi su tre poli: l’Unione Europea, i paesi del sud e dell’est e quelli del Golfo. Si tratta aree complementari, che insieme possono dar vita a una triangolazione virtuosa”.

Nel progetto sono coinvolte anche le Nazioni Unite. “Abbiamo dato il via a un programma, finalizzato a incoraggiare i giovani dirigenti americani ed europei a intensificare i rapporti con i paesi musulmani e il mondo arabo – spiegano dall’ufficio Partnership Strategiche -. L’obiettivo è favorire la conoscenza reciproca, rafforzare i legami, e contribuire così a superare le incomprensioni”.

Gli organizzatori del forum mirano allo sviluppo di un’Unione” Mediterranea che non operi soltanto sul piano politico, ma anche economico e sociale. Propositi che al momento restano tuttavia al livello di semplici aspirazioni. Tanta è l’acqua che dovrà ancora passare sotto i ponti di Siviglia, prima che questo progetto veda davvero la luce.