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Ministro Esteri Ue, regna l'incertezza sulla scelta

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Ministro Esteri Ue, regna l'incertezza sulla scelta

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La scelta delle due massime cariche europee, la presidenza e il ministro degli Esteri, è un’occasione mancata per un’Europa più trasparente e attenta alla partecipazione dei cittadini. Ecco la posizione critica di Vaira Vika-Freiberga, candidata alla carica di primo Presidente europeo:

“Vada come vada, ci vorrebbero più trasparenza e ed apertura, tanto più che è la prima volta che ci confrontiamo con questa scelta” ha detto l’ex Capo di Stato lettone. “Sarebbe stata una magnifica opportunità per un processo più condiviso, per rispondere ai bisogni, alle attese dei cittadini che vogliono essere informati su quel che succede nelle stanze del potere”. Al centro delle critiche la Svezia, che detiene la presidenza di turno dell’Unione, accusata per la sua gestione delle candidature ai posti chiave dell’Unione. Il punto d’incontro è altrettanto lontano per la scelta del rappresentante della politica estera europea. Perde terreno Tony Blair, ma Londra conserva le speranze di vedere affidato l’incarico al ministro degli Esteri David Milliband. Se questa possibilità sfumasse, le grandi manovre sono avviate per la figura di Massimo D’Alema che tuttavia incontra non pochi ostacoli per la sua storia comunista e, secondo i verdi europei, si scontra con la contrarietà di Israele che esercita una forte pressione in merito. Consensi più trasversali rispetto all’ex Premier italiano raccoglie l’austriaca Ursula Plassnik, già ministro degli Esteri, che punta a succedere a Javier Solana.