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Europa divisa: due cariche, troppi candidati

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Europa divisa: due cariche, troppi candidati

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L’Europa si gioca la propria credibilità nel parterre internazionale. Al summit di stasera per eleggere il Presidente e il Ministro degli Esteri dell’Unione il compito di stabilire un nome e un volto per queste due cariche. Ma non c‘è accordo sui candidati, sono molti i nomi che circolano.

Fra gli aspiranti alla Presidenza, resta favorito il premier belga Van Rompuy. In lizza, anche il lussemburghese Jean Claude Juncker, Jan Peter Balkanende, Tony Blair e la lettone Vaira Vike Freiberga. Ridda di nomi anche per il psto di capo della diplomazia dell’Unione concorrono, fra gli altri, Miliband, D’Alema, Moratinos, Plassnik, Bildt, Rehn, Giuliano Amato e la Ashton. Pur in una rosa molto nutrita di candidati, gli scommettitori puntano su Van Rompuy. Nel 2004, in una situazione analoga di incertezza e disaccordo, il nome di Josè Manuel Barroso spunto’ all’ultimo minuto. Centrale in questa elezione, il giudizio della Spagna. Il capo di governo belga è forte dell’appoggio del tandem Francia-Germania. Secondo l’analista Janis Emmanoulis, il nome di Van Rompuy è quello piu’ accreditato per due motivi: “la prima concerne il fatto che Berlino e Parigi sembrano puntare su di lui, ed è un appoggio forte. La seconda: è una persona in grado di ottenere consenso. Si sa districare nei gineprai della politica interna belga”. L’elezione di Mister Europa e Mister Pesc è servita anche a richiamare l’attenzione su un problema latente in Europa: la scarsa presenza femminile nei posti chiave a Brussel. La partita è ancora tutta aperta: i risultati stanotte su Euronews.