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Vertice Fao: riflettori su Mugabe

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Vertice Fao: riflettori su Mugabe

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Proteste delle Ong, accuse dei paesi africani e pesanti defezioni dall’Occidente ricco. Prosegue tra mille difficoltà a Roma il vertice della Fao sulla fame nel mondo.

Alla seconda giornata di lavori, i riflettori sono tutti puntati sul controverso presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe. “Bene i fondi del G8 – ha detto nel suo discorso – ma non vengano politicizzati. Basta invece alle sanzioni illegali e inumane imposte al mio paese”. Ad alzare la voce sono fuori dall’aula anche le Ong. Nel loro mirino la politica condotta dalla Fao nel Terzo Mondo. L’accusa è quella di esser complice delle multinazionali nella sottrazione ai contadini di terreni fertili e per loro preziosi. Un’insoddisfazione già montata nella prima giornata del vertice. Tante parole ma poche risorse, il rimprovero condiviso dallo stesso direttore generale della Fao, Jacques Diouf: “I nostri fondi sono stati tagliati – l’appello lanciato ieri – urgono 44 miliardi di dollari per i paesi poveri”.