ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Bambini britannici deportati perché poveri, il premier Brown pronto a chiedere scusa

Lettura in corso:

Bambini britannici deportati perché poveri, il premier Brown pronto a chiedere scusa

Dimensioni di testo Aa Aa

Sembrano normali foto ricordo prima di un viaggio, ma sono ritratti di qualcuno dei 130.000 bambini che le autorità britanniche hanno deportato in Australia, Canada e Sudafrica tra gli anni 30 e gli anni 70.

Tutto è accaduto nel quadro di un programma del governo di Londra, che puntava a liberarsi dei bambini poveri, a volte persino senza il consenso dei loro genitori. Oggi quei bambini sono diventati adulti, e dopo aver ricevuto le scuse del premier australiano Rudd, adesso stanno per ricevere quelle del primo ministro britannico Brown. “Sono molto contenta di tutto questo”, dice Dorothy Chernikov, giunta in Australia da bambina, “ora io e la mia famiglia potremo riunirci”. Sradicati dal loro ambiente, molti dei bambini deportati hanno subito molestie e sevizie e sofferto abusi sessuali. A gestire il traffico, le agenzie governative interessate a popolare le colonie britanniche con individui di carnagione bianca e di origini europee.